3 Giorni in Lombardia tra storia e… vino!

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La Lombardia, dal punto di vista enogastronomico, perde il titolo di mera “regione d’Italia”, per assumere quello di “universo a sé stante”. Intorno al capoluogo di Milano, conosciuto in tutto il mondo per stile di vita, moda e per il suo tipico risotto allo zafferano, vi sono migliaia di altre realtà. Si parla, qui, di cibi e vini che lasciano a bocca aperta (duh!) per la loro creatività e per la loro delicatezza. Inoltre, salendo di altitudine, i sapori cambiano. La delicatezza va a mano a mano scemando, lasciando il posto a sapori più caldi ed intensi per affrontare il freddo delle montagne



Si inizia da Milano, raggiungibile facilmente da qualche altra città in treno o in aereo.

Giorno 1

Siete finalmente a Milano, culla della Lombardia. Dopo un bel caffè, andrà cercato un posto per pranzare, giusto?

Il suggerimento ricade senza alcun dubbio sul ristorante Ratanà – non lontano dalla stazione di Milano Centrale -, il quale offre una cucina tradizionale milanese reinterpretata in chiave moderna. Per ingannare l’attesa, potrete ordinare sin da subito dei Mondeghili, ossia delle tipiche polpettine al cartoccio lasciate in Italia dagli Spagnoli e perfezionate proprio in Lombardia. Attenzione: i Mondeghili del ristorante Ratanà sono considerati in assoluto i più buoni di Milano: preparatevi per un bis!

Per mantenere la pancia piena, ma senza appesantirsi, vale la pena assaggiare il loro risotto allo zafferano, tipico milanese. Per chi, invece, dovesse avere allergie o intolleranze a formaggi, potrete gustare un ottimo Topinambur, servito con crema di olive. Da leccarsi i baffi!

Se vorrete, potrete accompagnare il tutto con dei vini locali: un bianco come il Lugana “Demesse Vecchie” Olivini del 2016, ad esempio, ossia un Turbiana di Brescia. Per gli amanti del rosso, invece, l’Oltrepò Pinot Nero “Pernice” Conte Vistarino del 2015, di Rocca de’ Giorgi, Pavia, farà al vostro caso.


Pagato il conto, sarete pronti per iniziare ad incamminarvi verso la prima meta: la Galleria Campari, situata in Via Antonio Gramsci, 161, a Sesto San Giovanni, Milano. L’ingresso alla Galleria è gratuito, ma è gradita la prenotazione.

campari simbolo rosso orologi lombardia milano galleria

In questo museo troverete tutta la storia di Campari, 150 anni di storia in un solo edificio che ospita installazioni, bottiglie originali e quadri/stampe dell’epoca. Inoltre, vi è una selezione inimmaginabile di video e spot pubblicitari di anni ormai molto lontani dal 2019. La Galleria Campari è “evoluzione” dello stile Campari in tutto il mondo: è un tuffo nel passato, nel presente e nel futuro allo stesso tempo.

Una delle cose che stupisce di più è la pulizia e la cura che troverete in ogni singolo dettaglio, come l’area esterna, in cui sono presenti diversi “binocoli” a forma di Campari, al cui interno si potrà leggere la loro storia.

Accanto ad essi, vi accoglierà uno specchio d’acqua limpida e cristallina che offre il riflesso della tettoia in cemento armato, popolato da piantine verde, arancio e rosso intensi.

campari internal garden giardino milano aperitivo riflesso
alessandro carai campari milano museo galleria

 

Se fate parte di quelle persone che non possono stare senza aperitivo, beh… Allora per voi sarà certamente un “must” sapere cosa c’è dietro a chi ha inventato quell’aperitivo che vi godete con due noccioline o pistacchi! La visita vi prenderà all’incirca due ore. Successivamente, avrete un pomeriggio intero da sfruttare, prima di cena. È in questo momento, infatti, che ci si potrebbe dedicare alla scoperta di una cittadina meravigliosa della Lombardia.


Si parla di Lodi, a meno di un’ora da Milano.

Lodi è una città fondata (o meglio, ri-fondata) nel 1158 dall’imperatore Federico Barbarossa e reinventata, successivamente, da Renzo Piano. Il centro storico offre moltissimi scorci tra cui scegliere se siete interessati alla storia o all’architettura.

N.B.: se ci siete capitati di lunedì e trovate tutto chiuso tranquilli, è il giorno scelto per il riposo settimanale e la gente del posto preferisce rispettarlo religiosamente!

Le attrazioni che non potrete, di certo, perdere, sono il Duomo di Lodi ed il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata.

Duomo di Lodi: i suoi lavori sono iniziati nel 1160 e si sono conclusi circa 120 anni dopo. Il Duomo di Lodi è considerato uno dei monumenti più importanti di tutta la regione Lombardia. Al suo interno si trovano tre navate, di cui la centrale racchiude la statua di San Bassiano in rame dorato ed una statua di epoca romanica raffigurante l’Ultima cena.

Tempio Civico della Beate Vergine Incoronata: la storia di questo tempio è “buffa”. Questo tempio, di fatto, è stato costruito sopra un’antica casa di tolleranza. La leggenda narra che nel 1487, la statua della Madonnina iniziò a piangere durante una rissa. Questo segno fu colto come la necessità di costruire il tempio in Suo onore, alla cui costruzione parteciparono tutte le classi sociali. Da qui l’appellativo di “Tempio Civico”, poiché voluto da tutti i cittadini.

3 giorni in lombardia lodi tempio civico

Forse, al di là della storia che può esserci dietro a questi due monumenti, è il caso di lasciar spazio a qualche foto. Questo per far sì che le immagini arrivino dove le parole, purtroppo, non possono.

Ultimata la visita alla cittadina di Lodi, si potrà riprendere la macchina per tornare verso Milano e fermarsi a cena, perché no, in zona Navigli. Una tappa imperdibile per chiunque visiti la Lombardia.

Giorno 2

Buongiorno! Dormito bene?

Il giorno numero due lo si dedicherà alla visita di alcune “terre di vini” in giro per la Lombardia. In questa giornata si passerà per l’Oltrepò Pavese e per Bergamo, alla ricerca del “dietro le quinte” di tradizioni e sapori che siamo abituati a gustare in tavola.

Oltrepò Pavese: la prima degustazione la si effettuerà presso L’Enoteca Regionale della Lombardia, un’enoteca con un cuore caldo e socievole. È qui che ragazzi giovanissimi lavorano per far conoscere i vini lombardi a chiunque avesse voglia di sperimentare un po’. Il consiglio è sempre quello di accompagnare la degustazione con un sano pasto. Per questo, presso l’Enoteca Regionale della Lombardia sarà possibile mangiare con stile pietanze particolarissime.

Piatti molto validi sono il battuto di carne di fassona con tartufi ed i ravioli ripieni di coniglio, con pomodorini gialli e rossi, il tutto guarnito con del caviale al basilico.

Con piatti del genere non si può non accompagnare il tutto con un ottimo Testarossa del 2015!


A soli 20 minuti dall’Enoteca Regionale della Lombardia troverete il Complesso Riccagioia di Terrazza Coste. Questo complesso, che prima ospitava un college, è ora la culla di un vigneto magistrale, come magistrale è il modo di lavorazione dell’uva che si trasformerà in vino. Al complesso Riccagioia si troverà un’ottima selezione di Moscato e di Gewurztraminer, molto soffici al palato, come molto saporiti, quando si parla di passito. Il passito Riccagioia risulta soave e dolce come fosse, quasi, una birra non filtrata. Se siete in dolce compagnia, sappiate che la vostra lei amerà il Moscato passito, dal tocco decisamente femminile.

consorzio tutela vini Oltrepò pavese
consorzio tutela vini Oltrepò pavese uva fragola lombardia

 

Al termine del tour all’interno del complesso Riccagioia di Terrazza Coste, ci si sposterà a Montelio (circa 5 minuti di viaggio).

La tenuta è custodita da Giovanna Brazzola, una donna forte ed energica che sa raccontare la sua storia e quella del suo vino. A Montelio il vino la fa da padrone: torchi per l’uva antichi, utilizzati ora a scopo scenico, cantine sotterrate con sottopassaggi labirintici, fino ad arrivare ad un Infernot sotterraneo ottagonale in cui sono custodite bottiglie di raro valore. Anche a Montelio, la signora Giovanna vi accoglierà con un percorso di degustazione di vini che comprenderanno assaggi di salumi tipici del posto e formaggi senz’altro particolari.

montelio vigna uva lombardia Oltrepò pavese

 

Giorno 3


 

Siete mai stati a cavallo? Se la risposta dovesse essere affermativa, di certo avrete a cuore quanto state per leggere!

Nel caso in cui, al contrario, non ci foste mai stati, ma doveste essere interessati, beh…

Vi basterà continuare a leggere le prossime righe, perché sarà un bel risveglio! Il giorno tre lo si spenderà a scoprire le terre del Vescovado, tra cui, degni di nota, sono Il Cipresso e l’Azienda Agricola Villa Carla.

Il Cipresso ha una superficie di circa quattro ettari in cui vengono coltivate viti pregiate, dalle quali è possibile ricavare vini delicati e “sorprendenti”, come li definiscono i dipendenti stessi. Vini da assaporare assolutamente sono il Serafino, un Moscato di Scanzo, passito, che prende il nome dal padre del titolare dell’azienda, o un Melardo, un Valcalepio bianco proveniente da uva di Pinot bianco, grigio e chardonnay. Per non parlare del Celestino, un ottimo spumante Brut millesimato.

Anche a Il Cipresso è possibile prenotare degustazioni, spesso e volentieri accompagnate da taglieri di salumi, pane e formaggi tipici del luogo. Oh, e non dimenticate di chiedere i loro cioccolatini ripieni al Moscato o alla grappa prodotti da loro.

A degustazione avvenuta, sarà sufficiente spostarsi di soli 500 metri a piedi per arrivare all’Azienda Agricola Villa Carla, in cui, una volta saliti a cavallo, sarà possibile fare un giro nei boschi circostanti.

Ah, le campagne della Lombardia… Un’esperienza da non perdere davvero: i cavalli sono ammaestrati e ve ne sono con caratteri e caratteristiche completamenti differenti tra loro.

Se siete alle prime armi, forse Jerry farà per voi, un bel maschio di 25 anni, molto docile e tranquillo, mangione; se, al contrario, siete dei temerari, forse Siva farà al caso vostro. Siete avvisati: con Siva basterà speronare anche solo poco, e vi ritroverete già al trotto!

azienda agricola villa carla cavalli maneggio in mezzo ai vigneti
azienda agricola villa carla maneggio cavallo

Giunti al termine della cavalcata, si tornerà presso la macchina per raggiungere quella che sarà l’ultima tappa di questo tour, ossia Varese. Più precisamente, potrete recarvi a Sacro Monte di Varese, patrimonio UNESCO.

Il Sacro Monte è situato sulle pendici del Parco dei Fiori e raggiungibile con una funicolare (un piccolo trasporto su rotaie) che, per il prezzo di un solo euro, vi trasporterà in un mondo parallelo.

Curiosità: Il Sacro Monte è popolato da sole 80 persone, di cui circa 20 sono monache di clausura!

sacro monte varese vista statua lombardia

Non appena arrivati, il consiglio è quello di fermarsi subito nel primo locale che troverete, ossia al Borducan Romantic Hotel and Love Restaurant, in cui potrete assaporare il loro tipico liquore, simile al limoncello, ma con un gusto inaspettato di arancia. Eh già, non appena provato, vi farà solo venire voglia di riportarne una bottiglia a casa per farlo scoprire ad amici e parenti. O magari di collezionare tutte le bottiglie, le quali ricordano molto le bottiglie di profumi ed acque di colonia di un tempo.

Proseguendo per il Sacro Monte troverete un percorso, chiamato la Via Sacra, della lunghezza di circa due chilometri, su cui troverete, di tanto in tanto, una cappella, per un totale di 14 cappelle. Qui la gente delle città limitrofe viene per camminare, respirare aria fresca e pulita e rilassarsi dal caos cittadino. Dunque, perché non provare?

sacro monte varese via sacra panorama lombardia
sacro monte varese via sacra lombardia

Conclusa la Via Sacra, con circa un’ora e mezza si è nuovamente a Milano, pronti per riprendere l’aereo o il treno verso casa. La vera domanda è: siete all’aeroporto o in stazione ma non avete più voglia di andarvene dalla Lombardia?

Allora dovete leggere anche il prossimo articolo in cui si parlerà dei laghi più famosi della Lombardia e dei punti storici di maggiore interesse, come l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Per leggere l’articolo completo, vi basterà cliccare qui

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